il sito dell'ora di religione venerdì 1 aprile 2008   

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OraNews n. 17

 

 
   
"Ciò che possiamo fare è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facciamo,
quella goccia, nell'oceano,
mancherà per sempre!""
Madre Teresa
 
       

A-aborto

Mi permetto di inviarvi un articolo del mio blog che commenta un caso significativo, in quanto mostra che cosa è implicato nella mentalità abortista che serpeggia nella nostra società. Serve per renderci più sensibili e attenti a ciò che ci circonda. Essere favorevoli alla vita, dire no all'aborto, che a sua volta è negazione della nascita (a-aborto = "no a no-vita"), richiede attenzione, amore e coraggio, come quello dimostrato da questi genitori.


Luisa Carlo Roby Sara

«La Stampa di oggi (articolo) parla della lettera di Luisa a Giuliano Ferrara in cui espone il suo caso molto pesante. Due figli con grave handicap fisico e mentale. Cercano lavoro e sono disposti a spostarsi ovunque ci sia un minimo di assistenza sanitaria. Il testo dell’articolo sottolinea la frase contenuta nella lettera di Luisa, la madre:

Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una “non vita”.

Eppure visitando il blog della mamma, in cui è contenuta la lettera a Ferrara (La lampada dei desideri), guardando le foto ivi contenute e leggendo alcuni dei testi… mi sembra di capire che il messaggio è esattamente l’opposto di quello sotto sotto fatto passare da La Stampa, ossia un’apologia dell’aborto. A leggere questa storia ci si indigna per la latitanza di uno Stato che l’aborto l’ha dentro nell’anima. La mentalità abortista infatti porta a trovare la via più semplice per risolvere le difficoltà: far coincidere il prblema con la vita mana e risolvere il primo eliminando la seconda. Una società di questo tipo come fa poi in concreto ad aiutare chi ha bisogno?

Fino a quando non capiremo che la questione aborto non riguarda solo le cento e passa mila vite troncate ogni anno solo in Italia, ma la stessa qualità di vita di milioni di noi già nati, vivremo nell’illusione di trovarci in un paese democratico e umanista. Una società abortista significa società menefreghista. Per forza non metterà risorse umane ed economiche a disposizione di chi ha bisogno. Se la via più facile dell’eliminazione ce l’ha nel sangue, se si respira ovunque la mala aria del modello di vita che vede trionfare il sano bello forte ricco, se il concepire la vita come gara per spassarsela al meglio, investendo tutto quanto nell’al di qua come se fosse tutto qua, senza altro senso che il benessere, senza altra speranza o prospettiva di eternità, l’inevitabile conseguenza sarà una società egoista, chiusa, non solidale, menefreghista. La questione aborto è una vera questione sociale. Combattere, già a partire da noi, la mentalità abortista significa invocare una società aperta, solidale, fraterna.

Questa lettera dimostra che quando la causa dell’aborto non è l’egoismo e l’ignoranza di avere a che fare con un’altra vita umana, ma una vera difficoltà ad accettare una gravidanza e una nascita difficile, dimostra che l’aborto è una sconfitta per tutti noi, per la parrocchia, la chiesa, la politica, il diritto, l’umanesimo che riempie le parole e i programmi scolastici e politici.

Mi rifiuto di credere che l'immagine di Sara riportata sopra, presa dalla galleria del blog (foto), che il sorriso di quella bambina si inutile. Se è inutile il suo sorriso, lo è il mio e quello dei miei bambini che forse dura un po’ di più ma che è inevitabilmente consegnato alla notte infinita senza la fede nella bellezza della vita risorta. Mi conforta che nel blog ci sia la parabola della spiaggia con il Signore che porta noi, oltre alla frase di Madre Teresa di Calcutta:

“Ciò che possiamo fare è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facciamo, quella goccia, nell’oceano, mancherà per sempre!”.

Riporto le coordinate bancarie che nel blog sono soto la voce “Per chi volesse darci una mano”. Per dimostrare che la Provvidenza esiste.

nr.conto 78982238 codice BIC/SWIFT : BPPIITRRXXX codice IBAN : IT47 P076 0104 8000 0007 8982 238 CIN: P ABI: 07601 CAB: 04800 Intestato a CADDEO MARIA LUISA Causale PRO ROBERTO E SARA


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