"Se Dio non esiste tutto è permesso

Questa frase di Dostoevskij, contenuta nel romanzo "I fratelli Karamazov", è lo spunto per una serie di riflessioni sul fondamento della morale, dell'idea di bene e di male, e sulla "utilità" di Dio per la vita dell'uomo contemporaneo.

Le riflessioni sono state realizzate dagli studenti del Liceo Scientifico Archimede di San Giovanni in Persiceto (Bologna) nei mesi di gennaio-marzo del 2002.

Il testo di confronto dato a loro era il seguente:

"Se Dio non esiste, tutto è permesso". Con questa frase contenuta ne "I Frateli Karamazov", Dostoevskij pone in relazione l'agire etico dell'uomo con l'esistenza di un assoluto che trascende lo stesso uomo e le sue costruzioni (leggi, regole, valori). Esprimi il tuo parere sulla plausibilità di questa affermazione (è vera o falsa? perchè? qual è per te il fondamento del bene e del male?) e cerca di immaginare le possibili conseguenze.

Per Dostoevskij questa frase ha il sapore di un monito contro il relaivismo etico che potrebbe assediare l'umanià che vuol fare a meno di Dio. Cos'è per te il relativismo etico e come riuscire a"sminare" la sua eventuale pericolosità per la convivenza civile?

A cosa serve Dio?
Che ci sia o non ci sia, cambia qualcosa nella vita?"