2. Classe 5C (Pro - Contro)

 

 
   
  Pensieri a favore  
 

DIO: FIGURA INVISIBILE MA SEMPRE PRESENTE…

Relativamente alla affermazione di Dostoevskij, posso dire di trovarmi pienamente d'accordo. Dio è colui che all'inizio ha posto le regole, è colui che propone un certo modello di vita, fatto di norme e leggi non trascurabili da parte di un cristiano. Se Dio non esiste automaticamente sarebbe il bene a venir meno lasciando campo aperto alle sole "forze negative". Esistendo Dio invece il male è contrastato e infine schiacciato dal bene.

Al giorno d'oggi quello che viene definito "mondo civilizzato" agisce in piena contraddittorietà con la citazione dello scrittore russo: tutto gli è permesso nonostante il mondo stesso riconosca l'esistenza di un Dio. A mio avviso si ha la tendenza a vedere Dio come una figura che non si vede, non parla, non critica ma sta zitta, non si interessa (...e per molti, guai se non fosse cosi!!!).

Il relativismo etico, nella società, c'è e come. Basti pensare a come certe leggi che l'uomo si è dato, siano diventate rigidamente dei diritti irrevocabili contro i quali chi osa alzare la voce viene considerato in maniera tutt'altro che positiva. Mi riferisco, ad es., a leggi come l'aborto o la fecondazione artificiale.

Facile, per alcuni, svincolarsi e dire che uno è liberi di fare ciò che vuole. Può farlo come può non farlo. Il problema non tocca le radici della questione. Una eventuale soluzione al fatto di applicare il relativismo etico ad ogni settore sociale è del tutto improponibile. La spiegazione è che per fortuna a questo mondo tutti siamo diversi e mai potrà essere trovato un argomento sul quale concordare all'unanimità. Ma di una cosa sono convinto: che DIO ESISTE e come uomo di questa terra non posso farne a meno.

Dio non è solo colui al quale rivolgersi ogni qualvolta se ne ha bisogno. È anche questo, ma non solo!!! Dio è il basamento su cui poggia la nostra vita, è il pilastro della nostra esistenza. Per me Dio rappresenta il vero supporto tramite il quale rimanere in piedi davanti agli ostacoli che la vita propone.

Nella vita concreta Dio può anche essere visto come "la terza gamba" dell'uomo. Ogni qualvolta l'uomo è in procinto di cadere, ecco che può riprendere il cammino con l'ausilio di un terzo arto. Basta che sia l'uomo a volerlo, Dio lascia la libertà di scelta sul fatto di seguirlo o meno.

Chi non crede in Dio, avrà comunque dentro di sé sempre un vuoto, uno spazio "non occupato" e incolmabile senza il quale, venuta meno qualche certezza, non saprà come procedere.

È stato detto: "Chiedi e ti sarà dato". Basta avere Fede. Io non dico di averne molta, ma dico di avere un certo dialogo con Dio; un dialogo tramite il quale è possibile per me guardare sempre più avanti mano a mano che il tempo passa. Un dialogo amichevole a cui fare riferimento nei momenti di gioia e di sconforto allo stesso tempo. Un dialogo anche silenzioso che a volte supplisce di gran lunga ciò che una sfilza di parole potrebbe faticare ad esprimere.

Matteo Vecchi

 
 

 

 

 

 

 

  Pensieri contrari  
 

CREDERE IN DIO NON PORTA NE' AL BENE NE' AL MALE

Credo che non importi dire "Dio non esiste" per fare tutto ciò che ci pare. Il fatto di negare l'esistenza di Dio credo che non vada più di tanto a sconvolgere la vita dei non cristiani così come quella dei cristiani stessi.

Sapere che c'è qualcuno al di sopra di noi e credere in questo sicuramente influenza e in parte limita le nostre scelte; ma questo non avviene per colui che non crede nell'esistenza di Dio.

Affermare che se Dio non esiste, allora tutto è permesso, credo che non tocchi da vicino nessuno, perché quello che il credente o il non credente vogliono fare, lo fanno sia che Dio esista, sia che Dio non esista.
Penso questo perché credo che l'idea di bene o di male non sia legata alla figura di Dio, ma all'uomo, al singolo uomo che fa uso di questi due concetti, senza che sia interessato più di tanto al fatto che Dio esista o meno. Cioè io credo che il cristiano, ad esempio, benché sia convinto dell'esistenza di Dio e quindi segua le sue regole, compia atti di cattiveria e atti di bontà nella stessa misura del non credente, che magari non seguirà le regole della religione, ma ne avrà altre da seguire, che lo porteranno a compiere del bene.

Dio: personalmente non so a cosa possa servire questo essere, perché forse non ho ancora imparato (forse imparerò o forse no) a chiedere aiuto a lui, a farmi sostenere dalla sua parola o a chiedergli conforto nei momenti più difficili.

Però credo che per alcune persone il fatto di credere in Dio aiuti tantissimo a sostenere delle prove difficili che incontrano nella vita, o a sostenere grandi dolori.

GIULIA ALESSANDRI


 

DIO ESISTE, IN OGNI SINGOLO UOMO

Penso che non sia vero che Dio agisca direttamente sulla società e sulle sue leggi ed anche su tutte le regole che l'uomo si dà per poter vivere con altri esseri umani. Di conseguenza certe cose, anche e soprattutto dolorose, accadono perché devono accadere, perché è destino che sia così. Infatti non penso che un Dio abbia voluto ad esempio la catastrofe delle Torri Gemelle oppure le continue guerre fra israeliani e palestinesi. Mi chiedo che Dio sarebbe se potesse permettere tutto ciò.

Penso però che Dio agisca invece direttamente sulla moralità di ogni singolo uomo e che anche la persona più atea e materialista creda comunque in un essere superiore, in qualcosa o qualcuno. Chiamalo Dio, chiamalo creatore, chiamalo come vuoi, rimane però il fatto che l'uomo per natura ha l'inclinazione ad appoggiarsi ad una figura in cui credere. Penso quindi che Dio esista nell'intimo e nella soggettività di ogni essere umano, sta poi a noi intrattenere i rapporti con lui e bisogna vedere che tipo di rapporti. Ma questa è una scelta che ogni singolo deve operare.

Dio non è però tutto. Come ho già detto secondo me non tutto dipende da lui, se penso a varie catastrofi non naturali, le riconduco all'uomo, alla sua cattiveria e alla sua ambizione. Dunque l'uomo, nella sua piccolezza e nella sua finitezza, può fare grandi cose che non dipendono dal volere divino ma che possono essere molto pericolose e negative.

Dio è quindi importante, almeno per me; esso "serve" a superare i momenti difficili nella vita delle persone ma allo stesso tempo deve essere ringraziato per avere donato la vita all'uomo, vita che l'uomo stesso a volte rende brutta, triste e piena di peccati. Dio "serve" a sperare, ad andare avanti, ad avere un punto di riferimento. Ma questa è una scelta di ognuno di noi. Anche se penso che pure una persona che si definisca "atea" debba avere dei valori, i quali si riconducono a un proprio Dio e a una propria natura. Ecco perché moralmente "Dio" è in ognuno di noi, qualunque sia la forma e il nome con cui lo consideriamo.

Ecco perché relativismo etico è un concetto giusto e vero dato che sicuramente il mio modo di pensare a Dio è diverso dal modo di pensare a Dio di un'altra persona. Dunque relativismo etico è un concetto legittimo che però è secondo me riconducibile a un solo ente, un solo Dio dato che ogni essere umano ha sicuramente un suo credo, una propria credenza a cui appoggiarsi nei momenti difficili. E se ciò non fosse vero, mi chiedo come può una persona vivere senza appoggiarsi a qualcuno, senza quindi dare valore alle cose e a se stesso.

Silvia Cremonini


RIFLESSIONE SULL'ESSERE CRISTIANO

"Se Dio non esiste tutto è permesso"…sinceramente non capisco il senso di questa frase anche perché presuppone che Dio esista per tutti.

Gli atei non credono nell'esistenza di Dio ma non mi sembra che a loro sia "tutto permesso"; credo che Dio serva soprattutto a chi crede in lui, al cristiano che basa la sua vita sulla religione: per un non credente l'esistenza di Dio non ha importanza, egli gestisce la sua vita senza il bisogno di un "ente spirituale" che governi la sua moralità o la sua etica.

Un credente invece mette nelle mani di Dio la sua vita e condiziona il suo comportamento in nome delle "regole del buon fedele". E' proprio nella loro vita che Dio diventa una sorta di "arbitro regolatore" ponendo delle leggi a cui tutti dovrebbero attenersi nel loro agire morale, come ad esempio i 10 comandamenti (o anche posizioni che la chiesa assume su questioni come il divorzio, l'aborto ecc…).
Io rispetto gli atei e credo che il rinnegare un Dio superiore non sia qualcosa di così grave per la quale condannarli… il relativismo non deve essere per forza qualcosa di sbagliato: agire secondo la propria natura, senza alcuna restrizione, gestire la propria vita come meglio si crede senza appellarsi a un "giudice supremo" che ha gli occhi sempre su di noi, non credo faccia male a nessuno.

La differenza fra credente e non credente non so spiegarla, penso che chi crede in Dio abbia uno scopo ultimo nella vita, che dovrebbe essere quello di realizzare la volontà del Santissimo per poi raggiungerlo dopo la morte.

Ma forse la vita del cristiano è solo un "prepararsi spiritualmente" in terra ad una vita nell'aldilà.
Presupponendo la grande confusione che ho in testa riguardo queste cose (penso si sia già capito) ammetto di non porre Dio come "stella polare" del mio vivere quotidiano. Credo in Dio ma non so spiegarne il perché, e per questo non mi ritengo una buona cristiana; a parte l'esame di coscienza, ho paura che oggi per molti uomini "credere in Dio" sia una sorta di "esorcizzazione" delle proprie paure; è facile credere ma non è facile essere coerenti con quello che si dice.

Ferriani Daria


RIFLESSIONE SUI PRECETTI DELLA CHIESA

Secondo me l'affermazione "se Dio non esiste tutto è permesso" non è vera perché credo che una comunità di uomini debba darsi delle regole a prescindere dall'esistenza o meno di Dio. Non ritengo che queste regole debbano basarsi sulla parola di Dio, ma sulla moralità degli uomini e devono garantire il rispetto dei principali diritti dell'uomo.

Secondo me il relativismo etico è qualcosa di positivo perché ognuno ha una diversa interpretazione della religione e può riconoscersi o meno in determinati precetti dati da Dio o dalla chiesa; credo che ogni singolo uomo debba agire in base a ciò che ritiene giusto o no, ovviamente, come ho detto prima, sempre nel rispetto dei diritti umani e civili fondamentali.

Personalmente sento la chiesa e Dio abbastanza lontani da me e dal mio modo di pensare, forse perché non mi riconosco nei precetti che danno.

Per citare qualche esempio, sono favorevole sia all'aborto, che al divorzio che alla convivenza, tre cose che invece la chiesa non accetta. Credo che in questi e in altri campi spetti solo al singolo uomo decidere come comportarsi, senza che qualcuno dica a priori cosa è giusto e cosa no.

Per quel che riguarda la droga, secondo me vale lo stesso discorso: se una persona vuole farne uso dovrebbe essere libera di farlo, ovviamente senza andare a mettere a repentaglio la vita e l'incolumità altrui. E' vero che questo è un processo di autodistruzione, ma se una persona vuole correre questo rischio deve essere, secondo me, libera di farlo perché la vita è comunque sua e secondo la mia opinione soltanto lui può decidere cosa farne. Per lo stesso motivo non considero immorale il suicidio perché, come ho già detto, ognuno è libero di fare della propria vita ciò che vuole.

Anche per quel che riguarda l'eutanasia la penso allo stesso modo: ritengo disumano tenere in vita a tutti i costi un malato che non vuole più saperne e che sta patendo sofferenze atroci soltanto perché la morale cattolica non lo approva. E alle sofferenze fisiche e psicologiche di quel malato chi ci pensa?

Secondo me dovremmo metterci nei panni di quella donna che vuole abortire, di quella coppia che vuole divorziare, di quel ragazzo che si droga, dell'altro che non vede altra via al di fuori del suicidio e del malato che chiede l'eutanasia.

Che senso ha tenere un bambino completamente non voluto? Per trattarlo come un oggetto o come uno sbaglio una volta nato?

E che senso ha rifiutare il divorzio quando non si fa altro che litigare e quando non c'è più modo di riconciliarsi?

Penso che queste siano decisioni importanti che solo la singola persona può prendere a seconda del proprio stato d'animo, dei propri desideri e della propria mentalità, senza farsi influenzare da altri modi di pensare diversi.

Chiara Liguori


"Se Dio esiste tutto è permesso"

Oggi nell'era della tecnologia e del progresso, sembra che agli uomini tutto sia permesso. L'importante è chiedersi che cosa si intende per quel "tutto"!!! Ogni uomo, ogni essere vivente ha un'anima, una moralità e molto spesso questa fa riferimento ad un'entità superiore. Quante volte si fanno esclamazioni chiedendo aiuto a Dio, alla Madonna... Dio è importantissimo per la vita degli uomini perché egli si "insedia" in ognuno di noi e il nostro agire spesso è mosso da un "disegno di Dio".

L'uomo è essere finito e MAI a lui tutto può essere permesso con o senza un Dio. Dio aiuta gli uomini a correggere i propri errori, a sentirsi parte di una comunità, se Dio non esiste certamente l'uomo cederebbe di essere assoluto e potente. Povero stolto! L'uomo dimostra di essere impotente di fronte alla morte, alle malattie, al dolore , non può sostituirsi a Dio.

Ma come può essere percepito Dio in questa società dove solo i valori materiali sembrano avere importanza? Io lo sento come un Padre, un padre buono a cui chiedere conforto nei momenti difficili e con certezza affermo che non lo sento un Essere supremo, ma non un mio simile, che non mi aiuta per pietà , ma perché mi ama. Mi ama come mio padre e mia madre. Mi ama anche quando lo rinnego, proprio come un amico. Dio per me non è colui che sta al di sopra ma colui che io ogni giorno "tengo per mano" e che mi protegge.

A cosa serve Dio? Dio è fondamentale. A mio parere una persona non può vivere se non crede in un Uomo che in ogni momento può essere lì a disposizione. Che sia musulmano, cattolico o ebreo, l'uomo deve avere un punto di RIFERIMENTO!

Oggi vi sono molte persone che rinnegano Dio, ma in nome di cosa? In nome di un'altra essenza che altri credono più potente; allora si ruota attorno ad un circolo vizioso. Ad esempio coloro che si fanno chiamare "Anticristo" agiscono in nome di quel potere, che può sicuramente essere identificato in un Uomo, che porta dolore e male. A questi piace seviziare, picchiare e picchiarsi perché CREDONO che ciò sia giusto. Allora ecco!!!…dal momento in cui credono vuol dire che pure essi sono guidati da una sorta di Dio. Attenzione però, io nella mia ignoranza non vorrei fare un discorso troppo allargato; gli Anticristo

Serra


DIO : GUIDA "FAI DA TE" AL BENE

"Se Dio non esiste tutto è permesso", la frase presuppone che il bene e il male siano oggetti esterni, estranei alla nostra persona, che siano nelle mani di Dio.

Questo, secondo me, è molto riduttivo nei confronti dell'uomo che diventa in questa ottica un burattino nelle mani di un'entità superiore, uno strumento di Dio. Io invece credo che ogni uomo abbia in sé la capacità di agire a sua discrezione, secondo il bene o secondo il male. Il bene e il male sono qualità che coesistono in noi e che solo noi possiamo decidere come usare e come manifestare. Dio non è il bene o il male, Dio è una guida che noi uomini dovremmo prendere ad esempio al fine di agire secondo il suo modello. Insomma, secondo me Dio rappresenta un esempio di perfezione etica, un esempio che l'uomo dovrebbe sempre tenere presente per agire il più possibile nel bene. Con questo non intendo dire che gli uomini dovrebbero vivere in tutto e per tutto "imitando" Dio. Infatti non credo affatto che sia Dio in prima persona a determinare il bene e il male. Ognuno di noi alla fine dei conti agisce secondo la propria volontà, indipendentemente da qualsiasi intervento esterno.

Dunque, a mio parere è sbagliato dire che se Dio non esistesse tutto sarebbe permesso; gli uomini sarebbero comunque combattuti tra il bene e il male ma, secondo me, sarebbe molto più difficile per loro riscoprire il bene e utilizzarlo al meglio perché comunque mancherebbe loro un esempio supremo di bene assoluto.

Se il bene e il male fossero solo ed esclusivamente nelle mani di Dio, io, in base alla mia fede e il mio modo di credere, penso che il male non esisterebbe affatto. E' solo l'uomo a potervi andare oltre, impostando la sua vita il più possibile sullo stampo di quella di Dio.

Non solo il Dio cristiano è un esempio per gli uomini. Ogni religione pone una guida spirituale in sé e i credenti di ogni religione vedono in essa il proprio esempio. Infatti, secondo me la religione, anche solo a livello storico, e cioè indipendentemente dai diversi credo, è fondamentale. L'uomo ha sempre vissuto, sin dai tempi più antichi, in funzione di una religione, di una fede alla quale potere fare riferimento. Questo non a caso! L'uomo è un essere molto debole nonostante la sua apparente supremazia nel mondo, e ha bisogno di una guida per cercare un equilibrio, per cercare di vivere al meglio.

Letizia Venturoli


Come può l'uomo regolare la sua vita se Dio non esiste?

Non sono d'accordo con l'affermazione di Dostoevskij, anche se la sua intenzione era probabilmente quella di avvertire gli uomini. Io credo che la società moderna, in generale, non sia completamente credente poiché la maggior parte di noi crede in un essere supremo, ma visto che questo non si manifesta direttamente, sembra quasi che non ci sia.

Nel nostro mondo materialista è difficile avere una fede, mentre è più facile aggrapparsi alla realtà presente, piuttosto che pensare a qualcosa che trascende l'esperienza. Per questo motivo sono convinta che non è vero che se Dio non esiste tutto è permesso. L'uomo è un animale sociale, che si realizza a contatto con gli altri, ma questa convivenza e collaborazione deve essere in qualche modo regolato. Allora nei Paesi democratici, dove tutta la popolazione partecipa alla vita politica, civile e sociale, si stabiliscono delle leggi che cercano di garantire la massima felicità per il maggior numero di persone. Purtroppo sono pochi i paesi in cui avviene questo patto sociale, infatti in molte nazioni sottosviluppate il popolo è sfruttato da un dittatore o da una classe dirigente.

Io penso che anche senza Dio l'uomo sia in grado di distinguere il bene dal male, infatti in generale ciò che danneggia una qualsiasi persona è male (ad esempio furti, omicidi, pedofilia, spaccio di droga…). Coloro che compiono delle azioni malvagie devono essere punite dalle leggi stabilite da tutti gli uomini. In questo caso potrebbero esserci delle eccezioni, ad esempio un dittatore potrebbe cambiare il male con il bene e viceversa. Secondo me dovrebbero essere i Paesi confinanti ad intervenire per riportare le leggi che rispettano i diritti dell'uomo.

Un fattore importante all'interno di una comunità è il relativismo etico, sempre che questo atteggiamento non vada contro alle libertà umane. Infatti è impossibile costringere una persona a seguire alla lettera tutte le leggi, ognuno deve essere libero di pensare ed avere le proprie idee, senza però violare lo spazio degli altri. Tale comportamento è senza dubbio una ricchezza dell'umanità perché l'uomo può così entrare in contatto con idee diverse e confrontarsi con diversi modi di pensare, arricchendosi attraverso il dialogo con gli altri.

Nonostante la tesi che ho sostenuto fino a questo momento, l'esistenza di Dio è fondamentale per i credenti che non potrebbero fare a meno di lui e non potrebbero mai rinunciare alla loro fede. Ma non solo per loro, anche per gli "indecisi", cioè coloro che non si ritengono credenti, ma affermano l'esistenza di un essere superiore. Egli infatti può essere considerato come "garante" della felicità dell'uomo.

Elisa Zanicheli