1. Classe 5A (Pro - Contro)

 

 
   
  Pensieri a favore  
 

"Se Dio non esiste….."

Secondo me non c'è un fondamento assoluto di male e di bene, che possa valere per tutti. Ogni persona ha una sua concezione di giusto o sbagliato e, molte volte, il bene inteso da qualcuno non è uguale a quello di un altro. Quindi, per me, Dio serve per indirizzare l'uomo con delle leggi, per aiutare l'uomo a vivere in "sintonia" con gli altri uomini.

Per me questa affermazione è vera perché Dio ha dato all'uomo delle leggi ma non leggi solo inerenti con il suo credo, ma leggi che servono agli uomini nella vita di ogni giorno. Tra i comandamenti vi sono affermazioni che, come per es. "non uccidere", sono importanti nella vita dell'uomo perché gli insegnano a vivere felice e a non ostacolare la libertà, la felicità altrui. In una società sono essenziali delle leggi perché altrimenti si cadrebbe nella confusione più completa e Dio ha dato queste leggi. La vita di ogni giorno ci porta a scontrarci con gli altri e servono delle basi per rispettarci tra noi.

Alla domanda: a cosa serve Dio? Ognuno di noi può rispondere in modo diverso, in base alla sua fede, alle sue esperienze, ecc.. Per me, soprattutto nei momenti di dolore Dio è un punto di riferimento, solido, sempre pronto ad ascoltarci. Anche nelle piccole cose di ogni giorno se dico una preghiera sento la sua presenza vicino e ciò mi rende più forte perché non mi sento sola.

Quando a qualcuno viene a mancare una persona cara, molte volte questa persona si avvicina molto alla Chiesa e riesce ad andare avanti solo con l'aiuto della fede. Personalmente non so come reagirò quando un giorno mi verrà a mancare una persona cara, ma sento dentro di me, che probabilmente mi rifugerò nella Chiesa.

Laura Ardizzoni


Esistenza di Dio, come la vedo

Sono convinta che l'esistenza di Dio sia indispensabile e penso che ciò che noi sentiamo essere bene o essere male derivi da un qualcosa che ha a che fare con lui che ci ha creati.

Non esiste un bene e un male relativi anche perché se così fosse non ci potrebbe essere una giusta ed equilibrata convivenza tra gli uomini, è ovvio però che spesso si agisce secondo un proprio bene che non sempre coincide con ciò che la società ritiene essere tale, ma penso che sia importante pensare ad un bene assoluto che non generi differenze e che possa essere applicato ugualmente ad ogni uomo.

Se uccido un uomo che a mio parere ha fatto qualcosa di sbagliato, compio un gesto punitivo che per me può essere giustissimo e quindi non mi sento da fare del male, ma se poi penso al gesto in sé, a ciò che rappresenta, capisco che non è sicuramente qualcosa che si può generalizzare, se tutti potessero agire e farsi giustizia propria non ci sarebbe più la vera giustizia. E' per questo che ci deve essere un bene e un male assoluti, qualcosa cioè che possa valere allo stesso modo per tutti.

L'esistenza di Dio quindi la vedo come necessaria proprio per questo, perché rappresenta colui che creandoci ha stabilito il bene e il male in noi, il mio agire è influenzato da un qualcosa che ho dentro da quando sono nata… Se agisco per esempio a danno di qualcuno, scatta un senso di colpa dentro di me… se c'è questo senso di colpa, che comunque è un comune denominatore tra tutti gli uomini vorrà dire che qualcuno glielo ha messo o meglio vorrà dire che si può trovare un bene generale e assoluto.

L'esistenza di Dio è necessaria, è scontata quasi per me e non mi pongo nemmeno il problema se potesse cambiare qualcosa nella vita concreta se non ci fosse, c'è sempre, e ovunque e in ogni momento della mia vita sento la sua presenza; mi affido a lui quando sono depressa e una conferma della sua esistenza per i più scettici penso siano i miracoli. Credo molto in questi e li interpreto come una conferma, un "aiuto" che Dio fornisce agli uomini per alimentare la fede in lui.

Alida Tartari



HO UNA VITA PIENA

L'affermazione di Dostoevskij secondo il mio parere è giusta, ovvero è vera in quanto credo che sia lecito ammettere l'esistenza di Dio per avere un ordine nella vita quotidiana. Infatti se ammettiamo l'esistenza di Dio, riusciamo anche riferirci e metterci in relazione a questo ente assoluto, mantenendo un certo ordine e una certa linea di pensiero nella vita.

Dal mio punto di vista credo sia anche bello avere un punto di riferimento che "detti" leggi e regole, creando così sempre quell'ordine sopra citato. Dio detta leggi, ponendo il nostro agire in relazione a sé stesso; credo che riuscire a seguire queste leggi, si proceda per una via giusta, la cosiddetta retta via. La vita, invece, sregolata, senza obiettivi, senza limiti è in un certo senso fondata sul male, su niente.

Non riesco infatti ad immaginare questo genere di vita, perché crescendo mi accorgo che nella vita ci sono certi momenti, difficili, in cui si ha bisogno di un ente assoluto, superiore a cui affidarsi. Ammetto quindi una forma di relativismo etico e come motivazione credo che la più semplice sia dire "per avere una vita piena": piena di valori, piena di bene e in cui io possa credere in qualcosa in quanto essere umano.

"Sminare" la eventuale pericolosità del relativismo è così per me una frase inutile e insignificante, anche perché credo che se venisse a mancare questo modo di rapportarsi a qualcuno sarebbe tutto più piatto e monotono. Dio è così un ente assoluto, nella mia vita fondamentale, che l'idea della sua esistenza mi riempie la vita.

Le persone che non credono nell'esistenza di Dio non è che hanno una vita concreta diversa, peggiore, ma credo commettano un errore nel non credere in lui, e credo che sia dovuto in molti casi ad una forma di pigrizia.

Chiara Bergonzoni


Una casa senza fondamenta crolla

Dio è la base su cui viene fondata la morale.
Se si appoggia qualcosa sulle onde del mare è impossibile ritrovarlo nel medesimo posto anche solo dopo un giorno.
O si muove o va a fondo.

Per questo bisogna fondare le costruzioni su basi solide se si vuole avere la certezza che non crollino al primo soffio di vento.

In altre parole: se si affida il fondamento etico all'individualità ognuno potrà creare le proprie regole morali in base ai suoi interessi, con la conseguente impossibilità di una giustizia che punisca crimini e criminali, perché chiunque potrà giustificare le sue azioni dicendo di aver agito coerentemente con i suoi principi etici e morali, e nessuno, per contro, potrà eleggersi a giudice degli altrui comportamenti.

Non avrebbe infatti alcun diritto di giudicare l'operato umano in quanto non esisterebbe una legge precisa che sancirebbe il sottile ed effimero limite esistente tra colpevolezza e innocenza, tra bene e male.

Bonfiglioli


Esiste Dio o no?

Che nel mondo ci siano parecchie cose che non vadano proprio bene penso che tutti ne siano più o meno a conoscenza, non credo invece che hanno allo stesso tempo tutti sappiano motivare e ricercare le cause che hanno portato o in ogni modo influenzato questi piccoli o grandi atti di malvagità, d'odio, atti di disperazione o atti dovuti perché qualcosa in precedenza non andava che con una parola chiamiamo il "male" che purtroppo regna nel mondo.

Le cause di questo male? Forse possiamo semplicemente attribuire la colpa ad Adamo ed Eva, ma se vogliamo un attimo riflettere in modo più razionale credo che il vero motivo di questo male che sta "regnando" nel mondo sia da ricercare in ognuno di noi. Credo, infatti, che il male ci affascini, cioè noi uomini siamo consapevoli delle nostre azioni perché alla nascita Dio ci ha donato un bene fondamentale: " l'intelligenza" la quale porta alla ragione, dunque noi conosciamo il vero valore di quello che stiamo per fare.

Io per esempio so benissimo che andare con la ragazza di un altro è profondamente sbagliato perché Dio stesso ci ha creati vietandoci di desiderare la ragazza di un altro è profondamente sbagliato perché Dio stesso ci ha creati vietandoci di desiderare la donna d'altri, eppure io sapendo benissimo che quello che sto facendo non è cosa da fare, non rispetto quello che Dio mi ha detto e insegnato. Perché?

Io credo in Dio e nei valori della Chiesa, però trasgredisco sena mai fermarmi un secondo a riflettere su quello che sto realmente facendo. E' colpa solo mia comunque.

Dio mi ha insegnato quello che dovevo fare (senza impormi nulla), e sono io, solo io, che ho scelto di seguire la via del "male"; credo, infatti, che sarebbe troppo semplice dire: "Eh, tanto Dio non serve, cosa me ne frega di lui, cosa me ne frega di quello che ha detto!". Non è giusto dire così, perché non è un segno di rispetto; è come dire alla propria madre: "Ascolta, mamma, taci! Non m'interessa!".

Non è così che vanno le cose, noi uomini abbiamo la facoltà di decidere quali insegnamenti dover seguire e quali no; però noi uomini abbiamo anche il dovere d'essere responsabili delle nostre azioni, quindi Dio ci ha dato il giusto insegnamento, ed è stato utilissimo per noi, non ci ha cambiato la vita, ce l'ha, per così dire, iniziata, poi noi l'abbiamo incanalata dove abbiamo voluto, seguendo due vie: o la sua (che non vuol dire essere preti) o senza di lui (che non vuol dire essere assassini o ladri).

Infine credo che seguire Dio non sia indispensabile. Una persona può fare bene anche senza Dio, ma credo che seguirlo sia ben altra cosa, una cosa più difficile, ma sicuramente più ricca di valori e di gioie.

Stefano Forni


VUOI SAPERE QUALCOSA SU DIO?!? CHIEDI AL MAESTRO DI VITA!

Il discorso da fare è se è giusto identificare Dio con bene e quindi con una morale. Io credo che Dio sia necessario proprio perché a priori ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato e se non esistesse tutto sarebbe lecito perché non avremmo idea di come comportarci, non capiremmo la distinzione tra bene e male.

Una conseguenza della sua non esistenza sarebbe che ognuno fa quello che vuole. Caos più completo per l'assenza delle leggi morali, interne ad ognuno di noi; diventerebbe giusto ad esempio uccidere una persona perché non ha una bella pettinatura, o semplicemente perché non ti piace. Giusto quindi Dio e la sua esistenza perché è lui che ci fa ragionare e porre il dubbio del giusto e del sbagliato, del bene e del male.

"A cosa serve Dio?" E' una bella domanda. Credo innanzitutto che sia grazie a lui che siamo su questa terra, non può essere tutto frutto del caso, con il Big Ben e via dicendo; il costruttore, il progettatore è per forza Lui. E poi se hai dei problemi molti si attaccano a Lui per risolverli, è un modo per tirarsi su e alcuni riescono anche ad avere delle risposte(io purtroppo non ancora, anche se ci spero!).

Credo comunque che avrebbe più facile se si manifestasse con qualche miracolo o cose simili, perché probabilmente tutti ci crederebbero e seguirebbero le sue regole.

Il Male deve esistere per forza, Cosa sarebbe il bianco senza il nero? Non avrebbe senso; hanno senso solo se presi insieme, complementarmente. Credo esista un'idea ben nitida del bene e del male: impossibile che uno stupratore o un assassino non sappia che è nel torto! E questo è tutto.

Marco, lo Maestro di vita


DIO…?

A mio parere è vero in parte che se Dio non esiste tutto è permesso, poiché il bene e il giusto per una persona possono essere allo stesso tempo il male o la morte di un'altra . Nessuno potrebbe stabilire chi sbaglia se Dio non esiste.

Tuttavia pur non esistendo Dio vi sarebbe comunque una morale, che individua quali sono i comportamenti giusti e quelli da seguire, anche se Dio non esistesse. Però vi sarebbero comunque più problemi e conflitti, poiché la morale e le leggi sarebbero fatte da alcuni uomini e quindi molti altri non si sentirebbero in dovere di rispettarle.

Il relativismo etico è in pratica il fatto che una cosa può essere giusta per una persona e sbagliata per un'altra . Solo tramite buone leggi, che rispecchino i bisogni di tutti sarebbe possibile. Ma questa è un'utopia, poiché è impossibile mettere d'accordo tutti. Dio serve per trovare una ragione di vita, per creare una distinzione tra bene e male. Dio serve per vivere bene, senza il dubbio di cosa ci potrà essere dopo la morte e serve a non farci avere paura della morte.

Che Dio ci sia o no, cambia molto il modo di vivere delle persone, perché si vivrebbe con l'eterno dubbio di cosa viene dopo la morte, ci sarebbe una continua inquietudine. Ci sarebbe nel mondo una grande confusione.

Pullega Pier Paolo

 
     
 

 

 

 
  Pensieri contrari  
 

Esiste Dio o no?

La frase di Dostoevskij citata dai I fratelli Karamazov non contiene, dal mio punto di vista, alcun'essenza di verità. Con ciò, però, non voglio affermare che Dio esista; ritengo che debbano essere degli uomini a darsi delle leggi, delle regole dei valori, come tuttora accade. Anche perché Dio non ci si manifesta nella vita quotidiana...

Dico questo perché fondamentalmente questo perché ho smesso di credere ad una qualsiasi entità superiore che ci guidi. Con delle leggi non tutto è permesso. La convivenza fra le persone deve essere il fine per il quale queste leggi debbano essere fatte. Io non ho una manifestazione certa di Dio, e finché non la avrò non potrò credere a lui. Tuttavia, nella nostra società, non tutto è permesso.

La nostra società non è fondata sui Dieci Comandamenti, ma sulla Costituzione. Non andare a Messa nei giorni di festa sarebbe un crimine secondo i Comandamenti, ma non andiamo in prigione se la domenica mattina rimaniamo a letto invece di andare in chiesa. Il fondamento del bene è il rispetto, l'amore per gli altri, e se ciò non avviene non è perché Dio non è intervenuto.

Il fondamento del male si può trovare nell'odio verso gli altri. Ritengo che la società in cui viviamo, con o senza Dio, si comporterebbe allo stesso modo, vivrebbe allo stesso modo, avrebbe gli stessi problemi.

Come ho già anticipato in precedenza, che Dio ci sia o no, non cambierebbe nulla. Per la gente che crede in lui, egli c'è. Per chi non ci crede, egli non esiste. Eppure anche chi crede in lui sbaglia e va a confessarsi. Chi sbaglia nella nostra società va in prigione.

Apollonio Rinaldo


Breve riflessione sulla morale

La frase di Dostoevskji secondo me non può essere considerata vera né per i credenti né per gli atei, per i quali, che Dio ci sia o non ci sia non ha nessuna importanza. Infatti anche i credenti pur seguendo le leggi imposte da Dio devono comunque rendere conto alle leggi umane che ogni stato possiede.

In definitiva quindi secondo me l'affermazione è falsa perché noi agiamo solo in base alle leggi dello stato e se veniamo puniti è perché abbiamo trasgredito a queste leggi, non a quelle di Dio, che comunque in alcuni punti combaciano, come per esempio il fatto di non rubare.

Comunque ogni persona, pur sottostando a delle leggi, che siano quelle di Dio o dello stato, considera in modo soggettivo il bene e il male.
Quello infatti che per me è giusto, per un altro può essere sbagliato e viceversa.

Marco Cagnazzo


AL MONDO CI SONO SOLO IDEE CONTRASTANTI:

Non sono d'accordo con questa frase: se Dio non esiste non tutto è permesso, se così fosse il mondo sarebbe un caos, sapere che ci sono dei limiti, qualcosa che non è permesso fare, dal punto di vista morale, consente di mantenere un certo ordine nella società civile, indispensabile per riuscire a convivere con gli altri.

Esiste a mio parere un'idea assoluta di bene e di male, però l'uomo non può, non è in grado di coglierla e proprio per questo vi è un relativismo etico. Ognuno è libero di pensare quello che vuole, giudicare se ciò che pensa è giusto o sbagliato è molto difficile, è un compito che solo qualcuno di superiore, più grande di noi può forse svolgere, ma l'uomo ha la tendenza ad assumersi questo compito e la risposta che da è comunque, sempre, relativa perché varia da persona a persona. È come una catena che non si può spezzare, ognuno pretende di avere ragione e crede a ciò che pensa. Quello che però egli ritiene giusto fare può essere considerato un errore enorme da un altra persona.

Per me esiste un bene e un male assoluto, ma ciò ce io identifico come tale è qualcosa di relativo, è un mio parere personale che può o non può essere condiviso. Non vedo fine al relativismo etico perché è impossibile, secondo me, mettere d'accordo tutti gli uomini su qualche cosa e quindi far vedere a tutti ciò che è bene e ciò che è male. Inoltre chi è in grado di stabilirlo e di dirlo a tutto il mondo? Potrebbe essere Dio, ma come facciamo a saperlo e ad esserne sicuri?

Io vedo Dio come un'idea di speranza, che possa portare conforto, rassicurare, colui a cui potermi rivolgere nei momenti in cui nessuno può aiutarmi. Che ci sia o non ci sia Dio, non so cosa possa cambiare nella vita concreta, di sicuro se tutti pensassero che non esiste, dal punto di vista morale, ci sarebbe un grande vuoto e mancherebbe un punto d'appoggio per molte persone, me compresa.

Sara Ferrari



CHI SONO IO PER…, CHI SEI TU PER…

Tale affermazione non è assolutamente plausibile: etica e religione non possono considerarsi la stessa cosa. L'etica studia il comportamento dell'uomo, con i suoi mezzi e moventi, in relazione agli altri esseri suoi simili.

La religione, d'altro canto, concerne il rapporto tra il comportamento dell'uomo e Dio, la religione deve essere sottomessa all'etica quando si tratta di rapporti interpersonali, giacché la religione, il puro sentimento religioso sincero e profondo è individuale, una propria scelta personale, perché altrimenti può accadere che seguaci di talune religioni compiano atti in nome della religione a danno della società, un po' come è accaduto l'11 settembre u.s..

I dogmi religiosi spesso coincidono con i doveri etici, ma non in tutti i casi: sacrificare la propria vita in nome della religione e provocare la morte di altre persone può rientrare nei dogmi religiosi (non della religione cristiana), ma non è accettabile eticamente. Chi sei tu per decidere la morte di un'altra persona? Riflessione che sussiste anche in campo scientifico per ciò che riguarda ad esempio l'eutanasia, per la quale il Comitato Etico si è riunito con la presenza anche di rappresentanti religiosi.

Il relativismo etico esiste in rapporto sia a tematiche generali sia particolari, ma è in queste ultime che si esplica maggiormente, a mio parere finché una scelta non comporta svantaggi ad altre persone, sia che rientri o no nella religione seguita, deve essere considerato bene da un punto di vista etico. Nell'agire è importante porsi la domanda: "Se lo facessero a me come reagirei? Se mi trovassi io nella sua situazione cosa penserei?" Il diritto civile aiuta molto per "sminare" il relativismo etico, anche se naturalmente è apprezzabile se una persona agisce secondo le regole del suo buon senso e non per costrizione.

L'abate Gassendi in punto di morte ha pronunciato le seguenti parole: "Sono nato senza sapere perché, sono vissuto senza sapere come, muoio senza sapere perché né come." Da tale affermazione si può comprendere come la vita di una persona , la sua eticità, sia sottoposta a Dio, al volere divino. Dio serve, dà senso alla vita, come è possibile vivere senza sperare che esista un Sommo Bene, Dio, perfetto e puro, al quale tendere? Certo che la vita concreta cambierebbe senza di Lui.

Da credente sento che il mio cuore non può non suggerirmi questo, ma è naturale che ciò sia soggettivo. Una vita senza Dio non è vita, è bello donare la propria gioia a Lui, è bello ringraziare, è bello ricordarlo nei momenti di felicità, è bello trovare in Lui rasserenamento nei momenti di sconforto, è bello vivere…

Maria Chiara Forte



DIO COME LEGISLATORE UNIVERSALE?

Non credo sia corretto basare l'agire etico dell'uomo sulle leggi rilevate da Dio all'uomo. Per quanto mi riguarda è da ricollegare invece ad una questione di coscienza personale e collettiva; anche se si fondasse la società su ciò che viene riconosciuto come giusto da Dio, ci sarà sempre chi non sentirà come proprie queste "leggi divine" e non le rispetterà. E' impensabile credere che tutti abbiano fede nello stesso Dio e ne rispettino la volontà, quindi che senso ha pensare di poter porre come soluzione al relativismo etico una società fondata sulle norme della religiosità?

Ciò che è bene e ciò che male ha come fondamento la coscienza di ognuno e il modo di vedere il mondo è strettamente personale. Ci sono cose che dalla maggioranza della gente vengono viste allo stesso modo e per questo si piò pensare che siano bene o male, ma ci sarà sempre chi la penserà in modo e per questo si può pensare che siano bene o male, ma ci sarà sempre chi la penserà in modo diverso e quindi il relativismo etico credo che sia ineliminabile.

Anche il mio modo di considerare lo stesso relativismo è relativo: credo che sia contemporaneamente positivo e negativo. Esso infatti può arricchire perché permette di ampliare il proprio campo "visivo", il proprio modo di considerare le cose, ma allo stesso tempo crea quello che per me è il male: il fatto che qualcuno agisca in modo diverso da quello che io considero bene porta al cosiddetto male.

Dio quindi non lo vedo come guida morale universale, ma può essere una guida morale per chi crede. Può essere una risposta alle domande alle quali non sono in grado di rispondere da sola, un conforto, una speranza, ma sicuramente non un giudice o un legislatore per il mondo intero. Può essere il mio giudice, ma solo mio.

Cecilia Grimaldi



E' LA CASUALITA' CHE DOMINA IL TUTTO…

Il mio pensiero è molto semplice: "Dio non esiste…, è la casualità che domina il tutto". Di conseguenza penso che per colpa della casualità tutto sia permesso, ma sta agli uomini capire, attraverso le loro esperienze, cosa sia bene e cosa sia male. Ovviamente ci sarà chi considera una cosa come bene e chi come male, ma gli uomini devono accettare le leggi che si sono creati per convivere.

La maggioranza o il più forte domina sul singolo, che può pensare quello che vuole, ma deve accettare la legge comune che lo domina. Penso che né il senso di bene né il senso di male possano essere dentro di noi a priori, prima della nostra nascita, né penso che un Dio lo abbia deciso per noi. Tutto è frutto dell'esperienza che si basa sul mondo che ci circonda. Io considero la pena di morte un male, un texano pensa che sia un bene. Un indiano pensa che uccidere una mucca sia un sacrilegio, un'azione orribile, io no.

Un Dio non può aver messo delle leggi , semplicemente sono gli uomini del passato che hanno scritto che Dio ci ha dato delle leggi da rispettare! Il loro dire è solo una semplice scusa per convincere un uomo che vi è un essere perfetto invisibile che lo protegge se questo lo venera e rispetta il suo volere. Io sono un materialista , credo solo a ciò che vedo e che posso toccare, altrimenti non credo, perciò, poiché Dio non mi dà segni materiali, non posso credere in lui. Le madonnine che piangono sono solo falsità, i miracoli dovuti alla semplice casualità, i pellegrinaggi scuse per guadagnare soldi.

L'esistenza di Dio non è fondamentale per l'uomo, perché si può vivere anche senza credere in lui, e io come tanti altri, ne sono un esempio. Per molti il credere in Dio rappresenta un bisogno interiore di credere che qualcuno possa aiutarci nei momenti di difficoltà. Le persone si avvicinano di più a Dio quando diventano anziane, perché l'unica speranza che gli rimane è quella di finire in Paradiso anche se in realtà non ci credono nemmeno. La casualità decide la nostra vita…

Jack Forni



"SE DIO NON ESISTE TUTTO E' PERMESSO"

Reputo falsa questa affermazione, l'uomo al di là dei dogmi religiosi ha una propria coscienza che gli dice ciò che è bene e ciò che è male, e i cittadini riuniti democraticamente in assemblea possono giungere a leggi valide e giuste che i cittadini sono tenuti a rispettare.

Dico democraticamente perché è ovvio che in un regime autoritario e totalitario la decisione di stabilire quale sia il bene e quale il male è nelle mani di un'unica o pochissime persone e questo può portare a una visione parziale soggetta a ideologie anche errate che portano alla formulazione di leggi ingiuste e anche disumane.

Sono convinto che se durante la Seconda Guerra mondiale ogni cittadino tedesco avesse potuto sapere dove andavano a finire quelle migliaia di ebrei, se solo avessero potuto vedere quei corpi ammassati come oggetti qualsiasi allora non avremmo dovuto assistere all'Olocausto, perché è impossibile che la maggioranza del popolo tedesco avrebbe voluto questo. Sono quindi convinto che non è necessaria l'esistenza di Dio per giungere a una società regolata da leggi giuste e umane, basta il buon senso della maggioranza democratica di una Nazione.

Altro discorso è il fatto che se si accertasse incontrovertibilmente l'inesistenza di Dio allora molte persone che ora prima di commettere un atto sbagliato si chiedono: "Ma così andrò in paradiso?" e allora ci pensano più volte prima di compiere l'azione che si erano prefissati e anzi rinunciano per la paura dell'inferno, se non dovesse esistere un Dio e un qualcosa dopo la morte allora in molti casi non ci si porrebbe questa domanda, si agirebbe fregandosene dei pericolo legati al divino dovendosi solo preoccupare della punizione della legge umana. Così una persona dotata di buona intelligenza può cercare di uccidere un altro individuo senza farsi scoprire dalle autorità perché tanto superato tale ostacolo non vi è più punizione. Vi sarebbero molti meno scrupoli!

Non temo il relativismo etico, è giusto che ognuno abbia una propria idea o concezione riguardante qualcosa. Sono convinto che la maggioranza può giungere a della buone deliberazioni in grado di soddisfare anche le parti più estreme e che comunque il buon senso non può far altro che prevalere all'interno di uno stato democratico garante dei diritti dei cittadini.

Così ad esempio se le leggi giuste, quelle che regolano la nostra vita, dovessero essere quelle legate alla religione allora dovremmo reputare giuste le guerre sante indette dall'ISLAM o per fare un esempio tutto italiano se fosse stato per l'ideologia cattolica non sarebbe mai stata approvata la legge sull'aborto. Perché per il cristianesimo la vita è il principio assoluto, inviolabile, e fino a qui posso essere d'accordo, ma se le donne nonostante il divieto di abortire lo facevano comunque in cliniche illegali che a volte provocavano danni irreversibili alle stesse donne e dando vita a un commercio illegale, in questo caso la cosa giusta secondo me da fare era proprio approvare la suddetta legge. Per chiarirci io sono contro l'aborto, ma la legge era necessaria e se avessimo avuto al governo il Papa sarebbe stato un danno immenso.

In conclusione io reputo Dio necessario in quanto serve a frenare attraverso scrupoli e timori di punizioni divine eventuali atti sbagliati, inoltre l'esistenza di Dio dà una speranza a molte persone, persone che si affidano completamente a questa fede. Ad esempio mia nonna, lei proprio ci crede ciecamente e non oso pensare cosa farebbe se tutto a un tratto le dicessero: "Dio non esiste!", comprovato da fatti indiscutibili… nel migliore dei casi non ci crederebbe, altrimenti si sentirebbe cadere il mondo addosso, perché alcune persone hanno bisogno di credere in qualcosa, un qualcosa che dia una speranza di una vita oltre la morte.

Dio non è però indispensabile alla formulazione di leggi giuste, non sempre quello che troviamo scritto nella bibbia e che i principi cattolici ci dicono sono le cose giuste per regolare la nostra vita.

Lorenzo Gherli


Bene e Male

A mio parere questa frase : "se Dio non esiste tutto è permesso" poteva essere vera nel passato, quando le persone credevano così intensamente da essere demotivate a fare qualcosa di "Male" solo per paura di un qualche Dio.
Nella società moderna non è più considerato come incentivo il pericolo di finire all'inferno, ma l'unico incentivo che rimane un minimo valido è quello di una punizione prettamente fisica e non "spirituale".

Credo che il Bene o il Male siano insiti in ognuno di noi e contengono sia un carattere individuale che universale. Il carattere universale dovrebbe prevalere: per ogni uomo dovrebbe essere Male fare determinate cose, bene, farne altre. Ma vi è anche una parte individuale: il Bene per me può essere il Male per un altro.

Per me questo è indipendente dall'esistenza o meno di un Dio, la distinzione tra il Bene e il Male è una distinzione molto relativa che si crea dentro di noi durante la vita e ci viene insegnato dalla società. Sono convinta che se fossi cresciuta per esempio in una tribù di cannibali non sarebbe certo stato un male uccidere un altro essere umano o, se fossi cresciuta in una società con regole diverse nella quale il Male non è considerato male e il Bene, bene, avrei concezioni totalmente diverse.

E' chiaro che entra in gioco la coscienza. Anche la coscienza sarà uguale per tutti? E' un qualcosa che è, a grandi linee, uguale per tutti gli uomini ma può variare quel tanto da far sì che io giudichi male un'azione di bene. Magari senza le regole che l'uomo si è dato per una convivenza pacifica sarebbe nata una società in cui vi sono regole totalmente diverse.

Credo che il Bene e il Male siano dei concetti totalmente relativi: Chi sono io per dire che quello è male? Su cosa mi baso? Naturalmente su ciò che mi è stato insegnato.

Le leggi di Dio sono in realtà leggi che lo stesso uomo ha sentito il bisogno di darsi. E' chiaro che ci sono azioni che sono considerate male da tutti poiché vanno a nuocere gli altri.

Il Male e il Bene si possono scindere solo quando ci si relaziona agli altri, quindi anche se Dio non esistesse sarebbe insito in ognuno di noi il comportarsi in una determinata maniera. Anche nelle tribù primitive c'erano regole anche senza le leggi date da Dio.

Per me Dio serve solo per avere qualcuno su cui sfogarsi quando capita qualcosa di brutto e qualcuno a cui rivolgersi quando ci si presentano situazioni incontrollabili o troppo grandi per noi.

Dio è un qualcosa che per me è stato inventato per un bisogno dell'uomo e quindi nella vita pratica non cambierebbe nulla se non esistesse. Alla fine Dio nella nostra vita quotidiana non fa nulla di concreto, non interviene, non ci dà aiuto né ci punisce. Siamo noi che avvertiamo l'esigenza di rivolgerci a lui la mattina o quando ci succede qualcosa di bello come se ci fosse qualcosa che governa le nostre azioni.

Tra il Bene e il Male c'è una linea sottilissima e sta all'uomo scegliere l'uno o l'altro. Non penso di dover ringraziare Dio se ho una bella vita o simili; almeno sino ad ora, per me non ha fatto nulla.

Qualcosa c'è sicuramente, una strana forza che ha creato tutto, ma non credo sia il Dio a cui crediamo.

Agnese Merighi


"Dio: esiste o non esiste?"

Il fondamento del bene e del male per me sta nella coscienza di ognuno, una persona è libera di seguire Dio, credere in lui, agire correttamente ed è così sicuro di seguire il bene, ma se agisce in modo non corretto, non rispettando gli altri, non seguendo la legge, è stata una sua decisione non seguire la via giusta, e poi deve essere consapevole di ciò a cui potrebbe andare incontro. Se una persona non agisce correttamente sicuramente verrà punito, ma è stato lui a voler fare così, nessuno gli ha impedito di fare ciò. Se Dio esiste la persona a cui mi riferivo prima non darà neanche peso al suo modo di agire e quindi gli sarà permesso fare ciò, ma di certo ne dovrà pagare le conseguenze.

Quindi secondo me tutto è permesso sia che esista sia che non esista, perché non è Lui che punisce chi sbaglia, Lui "invita a seguirlo" ma poi è una persona che decide cosa fare. Considero questa affermazione falsa perché credo che sia permesso fare tutto sia che Dio ci sia che non ci sia, sta poi nei singoli decidere come comportarsi.

Secondo me che lui ci sia o non ci sia cambia qualcosa nella vita di chi crede in lui, ad esempio si potrebbe perdere un riferimento, qualcosa in cui sperare, a cui affidarsi. Secondo me serve a coloro che credono in lui, come punto di riferimento per agire, il comportamento di ognuno ad esempio può essere condizionato del voler conformarsi o meno con la sua volontà.

A me ad esempio serve qualcosa in cui credere, qualcosa da poter pregare ogni volta che voglio, qualcosa a cui affidarmi, qualcuno che sarà sempre disposto ad ascoltare le mie preghiere sempre e comunque. Sarebbe molto pericoloso se ognuno agisse non seguendo la legge, ma se non agisse credendo o non credendo in Dio; sia che ognuno creda che non creda deve comunque rispettare le leggi date dalla sua società e poi secondo me se uno crede tende ad agire ancora meglio, perché prende Dio come riferimento e agisce secondo la sua volontà.

MARZIA MONTANARI


UTOPIA

Il mio parere circa quest'affermazione è di totale disaccordo: non penso che l'uomo (inteso come insieme di esseri umani) sia tanto stolto da non porsi delle regole per autogovernarsi.

Quante persone nel mondo d'oggi sono del tutto atee?
Davvero tante… e non penso che per loro sia un 'problema' seguire le leggi, le regole della comunità che li circonda. Non è stato un adattamento il loro, o meglio, lo è stato come per tutti gli altri, credenti e non. Il fatto di vivere in comunità e di avere dei rapporti con altre persone implica che vi siano delle regole: un mondo privo di leggi, in cui ognuno è in grado di autogovernarsi è soltanto un'utopia.

Con o senza Dio ci saranno sempre al mondo un ladro, un disonesto, ..un cattivo. Non sarà di certo il pensiero dell'esistenza di un essere superiore a dare un'etica, un modo di comportarsi all'uomo ateo: questo è però un ente necessario per tutti gli altri: si tratta di qualcosa appartenente al subconscio dell'uomo, qualcosa di trascendente, insito nella nostra stessa natura: è necessario poter pregare la sera, avere qualcuno con cui confidarsi, pensare che non dipenda tutto da noi.

Proviamo a immaginare per un attimo un mondo senza Dio e senza alcuna 'regola o legge'. Quale sarebbe la situazione? Non credo che l'uomo si darebbe al crimine ( o meglio, a quello che noi oggi definiamo crimine, ma che in questa ipotesi sarebbe soltanto una scelta di vita): la vita sarebbe molto simile a quella attuale, anche solo per 'sopravvivenza': l'uomo si darebbe un'autoregolazione volta a permettere a vita in comunità. Imparando dai propri errori raggiungerebbe un livello di ordine sociale forse più elevato di quello attuale.

Tutto ciò è molto bello, in teoria, ma non possibile nella vita pratica per il semplice fatto che esisterà sempre qualcuno che tenderà ad approfittarsene.

Riccardo Betti