3. Classe 4 B (Pro - Contro)

 

 
   
  Pensieri a favore  
 

A cosa serve GOD FATHER OMNIPOWERFULL?

Ogni popolo si è formato attorno alla figura di uno o più déi. Questo perché per poter controllare meglio la popolazione si doveva (si deve?) avere delle leggi e delle regole che per essere accettate dovevano essere giustificate da un qualcosa di superiore all'uomo. Non si poteva infatti accettare che esseri della stessa specie si autodichiarassero superiori e quindi esenti da errori e dettassero a loro piacere certi valori che poi dovevano esser accettati come dogmi e non essere discussi.

Così Mosè uscito dall'Egitto scrive dieci regole fondamentali per tenere a freno gli schiavi d'Egitto e li dichiara scritti da Dio in persona, Gesù ammaestra le genti con le sue teorie filosofiche dicendo però che non son pensieri suoi ma di Dio suo padre, Maometto scrive il Corano con regole etiche, pratiche, giuridiche e religiose che devon esser accettate incondizionatamente perché le ha scritte sotto dettatura dell'Arcangelo Gabriele, e così per molte altre religioni.

Ancora oggi è bene che la concezione di Dio sia ancora viva nelle menti degli uomini, anche degli atei, cosicché il dubbio della sua reale esistenza possa porre limiti morali a tutti.

Concordo con Dostoevskj sul fatto che se non si avesse almeno l'idea di un Dio chiunque agirebbe secondo quanto egli pensa sia più giusto, ledendo sicuramente la libertà degli altri.

Quest'insicurezza invece fa sì che anche il meno credente sia "costretto" a seguire le regole comportamentali delle varie religioni, anche se magari egli non se ne rende conto.

Poi in nome di Dio si son compiuti e si compiono i più grandi eccidi, ma questa è un'altra storia…

Mauro Breveglieri


"Lullaby for God"

"Se Dio non esiste tutto è permesso" questa affermazione è falsa, perché se tutti iniziassero a farsi guerra l'un altro si creerebbe uno stato di confusione totale anche se logicamente qualche persona si salverebbe in quanto possiede una conoscenza e sa distinguere il bene e il male.

Il bene e il male stanno alla base del vivere e del sopravvivere, avendo la fortuna di studiare e imparare si riesce e cogliere l'assenza e l'esistenza di questi due estremi.

Dio è una guida spirituale per tutti coloro che si trovano in difficoltà, è sempre pronto in ogni situazione e soprattutto in ogni momento, puoi fare completamente affidabilità su di lui perché è via, verità, luce, vita è onnipotente, è il migliore. Io sono contento che esista perché grazie a lui riusciamo a convivere con un po' di civiltà che durante i secoli e il corso della storia umana è calata abbondantemente, comunque non riuscirei a pensare un mondo senza Dio, dove nessuno è in grado di seguire la retta via, tutti ci sentiremo come le pecorelle smarrite senza il loro pastore, tutti spaesati e spossati della sua continua ricerca.

Dio in sostanza influisce sul comportamento di ognuno di noi, a volte c'è qualche persona " maleducata", anche se a dire cosi è un eufemismo, che deve passare i limiti consentiti e compie azioni spregevoli, ma il nostro Dio è misericordioso e perdona tutti i peccatori allo stesso modo.

Cavicchioli Giovanni


Dio serve, sia che esista sia che non esista, per dare coraggio e speranza alla gente in difficoltà; spesso infatti quando ci si trova in difficoltà si ricorre a Dio in vari modi: o si accende una candela in chiesa, o si prega, o addirittura ci si arrabbia e si da la colpa a Dio delle proprie disgrazie.

Dio è quindi un "appoggio morale" a cui rivolgersi quando non si riesce a trovare risposte ai propri problemi o solamente per sfogarsi.

Se non ci fosse la mentalità di un Dio presente tra di noi, molte persone entrerebbero in crisi, non avendo più un appoggio a cui rivolgersi; perciò che Dio esista o no non ha importanza, l'importante è che continui la credenza della gente su un'entità superiore.

Ceresi Flavio


Riflessione

"Se Dio non esiste allora tutto è permesso". Questa frase può essere il punto di partenza per una riflessione, soprattutto nella situazione di tutti coloro che come me dicono di essere credenti e per cui Dio esiste.

Io personalmente ho un problema ulteriore nell'affrontare quest'argomento: stando dalla parte del progresso scientifico spesso mi trovo ad assecondare coloro che, a detta di alcuni, cercano di sostituirsi a Dio!

Per questo motivo io non vedo il relativismo etico come un pericolo per la convivenza civile, penso che ognuno abbia diritto alle proprie idee, che chi non crede nell'esistenza di Dio faccia ciò che ritiene giusto e chi invece crede nella sua esistenza non pensi che nulla è permesso.

Sinceramente quale sia il fondamento del bene e del male non ne ho una grande idea, penso che il confine tra bene e male sia variabile e prenda origine, per ogni persona, dalla sua esperienza personale. Sono però sicuro che proporre la propria idea di bene e di male come esatta e universale sia sbagliato in quanto equivarrebbe a dire che noi siamo nel giusto e che tutti gli altri stanno sbagliando.
Per coloro che credono Dio può essere un riferimento per trovare risposte.

Nicola Clementel


God is a dj

Dio, o per lo meno il Dio cristiano, "serve" per il popolo cattolico o comunque a chi crede in Lui, a spiegare le cose a cui la scienza non è ancora riuscita dare una risposta razionale; in oltre "serve" a fornire una speranza dopo la vita e, giustamente, qualcuno ha avuto il buon guasto di attribuire a Dio delle leggi cosi dette divine per regolare e "civilizzare" la vita terrena. Quindi Dio o le leggi divine hanno un funzionalità etica in quanto, regolamentando secondo canoni il vivere umano, ordinano e distinguono, secondo il loro criterio, il bene e il male.

A questo punto la frase di Dostoevskij: " Se Dio non esistesse tutto è permesso" è ben fondata appunto perché a Dio si fa riferimento come il detentore delle leggi etiche e se viene a mancare chi le ha create e gestisce non si ha più motivo di seguirle quindi per ovviare a ciò gli essere umani hanno avuto la bella e utile idea di creare delle regole e leggi, contenute nella costituzione, ad esempio, che rimediano e compensano le leggi divine e danno uno stile di vita a chi nn crede in Dio e nei suoi dogmi.

Ora, che le leggi siano giuste o ingiuste non sta a me giudicarlo, io penso che il bene e il male siano presenti in eguale misura all'interno degli esseri umani e sta ad ognuno decidere cosa far prevalere e comunque nella vita "vale solo l'amore!!"

Poppi Roberto
Rappresentante di Istituto
4°B P.N.I Archimede
e-mail:robertopoppi@hotmail.com
http://digilander.iol.it/bibi696969

 

 
     
 

 

 
  Pensieri contrari  
 

"Perché c'è Dio?"


"Se Dio non esiste, allora tutto è permesso?"
Non mi è mai capitato di fermarmi pensare a questo, è una domanda che non mi sono mai posta.
L'affermazione di Dostoevskij potrebbe essere giusta, anche se è senz'altro molto forte e un po' azzardata.

Non riuscirei a pensare alle possibili conseguenze: forse il mondo andrebbe ancora peggio di così, ma in fondo c'è tanta gente che non crede in Dio.

Anche se non mi fermo a rifletterci, pensare che Dio non esista mi manda in crisi. Ogni volta che si sente parlare di lui allora? In molte situazioni, anche stupide, quando uno per esempio bestemmia così, senza motivo, giusto per sfogarsi, salta sempre fuori. Giusto no? Il mondo fa schifo! Altrimenti con chi se la prenderebbe questa gente?

Quindi a cosa serve Dio? A mio parere la vita concreta non cambia a seconda della sua presenza o assenza. Comunque se si pensa ad altre situazioni ancora, ogni tanto prima di un compito o di un'interrogazione si vede chi fa un segno della croce, e poi magari, anzi probabilmente, non serve davvero a niente, però intanto per quel secondo ci si è sentiti un po' più sollevati ricorrere a lui quando ci si trova in difficoltà. E se non ci fosse, per chi lo fai? Spesso spaventa il pensiero di qualcuno più grande di te, però in un certo senso rassicura anche solo sapere che c'è.

Accorsi Giulia


"Se Dio non esiste tutto è permesso". Questa frase di Dostoevskij riflette l'esigenza dell'uomo di avere qualcosa al di sopra di se stesso che gli ponga dei limiti, perché sente che la sua esistenza è facile e teme la potenza degli altri uomini.

Per questo l'etica, l'agire nei confronti degli altri, la regola e le leggi che l'uomo fa per autodifendersi, si rifanno a un essere superiore, a Dio.

Ma quando gli uomini si rendono conto di essersi autoincatenati, qualcuno preferisce liberarsi, andare oltre al bene e al male, all'annullamento della nostra mente, per mantenere un ordine prestabilito che salvaguardia l'esistenza di pochi e ne giustifica le stesse necessità.

Dal "mito della caverna" a Nietzke, il problema è stato ampiamente studiato. Il relativismo etico pone le basi della libertà della persona, si frappone alla massificazione e all'annullamento.

Questo problema si pone anche sul piano politico; il potere di certe persone è sostenuto solo dagli interessi di multinazionali, gruppi etnici, ecc…..

Bertoldi Paolo-Filipe


A cosa serve Dio?

"Se Dio non esiste tutto è permesso", così dice Dostoevskij, secondo me questa affermazione non è vera, poiché le leggi, le regole della nostra società non dipendono affatto dall'esistenza di Dio, credo che gli uomini stabiliscano tra di loro delle regole che vengono rispettate indipendentemente dall'esistenza di un assoluto.

Quindi la domanda che mi pongo è: a cosa serve Dio? E' difficile rispondere a questa domanda. Infatti, concretamente, nella vita quotidiana, la sua presenza non cambia nulla, ma sicuramente credere nella sua esistenza può essere un modo per migliorare la propria vita, in quanto da speranza alle persone.

Con questa frase si tende a cadere nel relativismo, tutto è relativo, non c'è un bene o un male superiore e secondo me questa è una fortuna perché crea varietà tra le persone.

Lodi Valentina


COLPEVOLE O INNOCENTE?


L'affermazione di Dostoevskij è molto forte ed è difficile dire se sia o soltanto vera o soltanto falsa. Io sono più propensa a ritenere che sia falsa, perché non ritengo che ammettere l'esistenza di Dio, di un personaggio che giudica le nostre azioni, sia una valida giustificazione ad agire scorrettamente. Penso che, se ognuno di noi avesse una coscienza, degli scrupoli, allora l'avere o no un Dio-giudice non dovrebbe fare differenze; mentre chi, invece, rimorsi non ne ha, pur ammettendo l'esistenza di dio, compie in ogni caso atti sbagliati.

Concretamente, nella vita quotidiana, la "presenza" o no di Dio non cambia niente, ma probabilmente cambia qualcosa dentro di noi, nel nostro animo, nella nostra mente. Sapere che esiste Dio, che c'è qualcosa di così potente, di così grande ci fa sentire un po' protetti, sorvegliati ma anche giudicati; qualche volta, infatti, chiediamo perdono a Lui, per "alleggerirci" col pentimento.

Ammettendo un relativismo etico allora per ogni situazione noi potremmo trovare una soluzione comoda e vantaggiosa, senza preoccuparci di un giudizio o di avere dei rimorsi.

Eleonora Mannias


L'affermazione "se Dio non esiste" secondo me è sbagliata.
Io parto dal presupposto che Dio esista ma anche se non fosse vero, ciò non darebbe motivo agli uomini di fare quello che vogliono.

In qualche modo potrebbero essere giustificati da questa affermazione, in quanto "se Dio non esiste e se non c'è nessuno che mi giudica, chi mi impedisce di fare qualcosa di sbagliato??"
Ma non credo che sia l'esistenza o meno di Dio a determinare la condotta dell'uomo, ma piuttosto i valori di esso; questi dipendono principalmente secondo me delle esperienze vissute e dalle idea tra le quali esso è cresciuto.

Il concetto del bene e del male è una cosa molto soggettiva in quanto dipende dalle priorità che possiede una persona; in una può prevalere l'etica piuttosto che la morale e viceversa.

Sicuramente una vita passata non credendo all'esistenza di Dio sarebbe "triste" in quanto alcune persone vedono Dio come una meta da raggiungere, che li spinge a dare il meglio di loro stessi.

Ammettere che Dio esiste è come ammettere che c'è qualcosa di infinitamente buono nella propria vita, che qualunque cosa tu faccia è sempre con te e ti "appoggia" in ogni momento.

Piana Alice


ETICA CRISTIANA E LAICA


E' importante distinguere se l'affermazione di Dostoevskij è riferita ad una persona credente o non. Per un credente è fondamentale sapere che Dio esiste e di conseguenza il credente agisce nella vita di tutti i giorni seguendo la legge morale che Dio gli ha tramandato per mezzo della Bibbia.

Un non credente è più portato a seguire le leggi morali ed etiche che i genitori gli hanno trasmesso o che comunque si è costruito dentro di se, per questo nella società moderna si parla di relativismo. Questo termine non deve essere "usato" per fare tutto ciò che si vuole ma semplicemente per liberalizzare un proprio punto di vista, un proprio pensiero. Ad esempio c'è chi accetta l'aborto o che non lo approva. Non è detto che chi non lo approva debba essere un credente, anche persone che non credono nell'esistenza di Dio possono schierarsi contro di esso.

A mio avviso non è importante distinguere un'etica impartita dal Cristianesimo o da un'etica personale-civile: il bene e il male non dipendono tanto da un preciso Ente (Stato o Chiesa), sono concetti astratti presenti in ogni persone e che ogni uomo sente propri dentro di se indipendentemente dal fatto che abbia costruito questo concetto dentro di se dalla mentalità Cristiana o non.

Veronica Venturi


"se dio non esiste tutto è permesso"

Che si creda o non si creda in Dio, non tutto è permesso. Molte persone atee riescono a vivere benissimo in società con gli altri, senza avere una filosofia di vita aggressiva e che distrugge la libertà degli altri. Anche perché cosi si sminuirebbe il concetto del bene e del male: il male sarebbe la condotta dei vincitori, di chi vuole il massimo dalla vita, mentre il bene sarebbe la condotta dei deboli, di chi non riesce a imporsi.

Il bene non si compie soltanto per non essere fulminati da un dio, è un valore a cui si arriva tramite l'evoluzione dei pensieri e l'esperienza, fino a quando non si capisce qual è la cosa migliore. Ma il bene non esiste in senso universale, perché non esiste una sola verità: il bene è la soluzione migliore in una determinata
situazione, ma nessuno può essere veramente certo di quale sia la soluzione migliore.

Il pericolo che potrebbe assediare l'umanità non è perciò il relativismo etico, poiché la condotta di vita non è dettata da Dio, ma dal buon senso dell'uomo. L'esistenza di Dio non conta quindi niente nella vita terrena, ma soltanto nella dimensione spirituale.

Credere che Dio non esista soltanto perché non aiuta gli uomini in questa vita terrena esprime perciò un giudizio errato. Se qualcuno dall'alto correggesse ogni problema della nostra vita e ogni sbaglio, l'uomo non sarebbe infatti in grado di progredire nella vita perché non avrebbe davanti a sé né sfide né avversari.

erciò, riprendendo il concetto del bene, lo si può indicare non come l'assenza del male, ma la vittoria nello scontro con il male.

Arcuri Viames


Dostoevskyj dicendo che Dio non esiste pone l'attenzione sul problema dell' "utilità" di Dio nella nostra società.

Se fosse confermato infatti che non esiste una divinità che ci giudica e sceglie in base a ciò che facciamo in vita il nostro destino per l'eternità, molta gente, spinta dal desiderio di potere e ricchezza, potrebbe agire solamente in funzione del male non temendo neppure un giudizio divino che li faccia andare all'inferno una volta morti.

Penso quindi che Dio abbia nella nostra vita due "funzioni": dare una speranza della vita oltre la morte alla gente che quindi è spronata a comportarsi bene per giungere in paradiso, e "spaventare" i malvagi con la promessa di un'esistenza piena di tormenti per l'eternità.

L'affermazione di Dostoevskij comunque non mi sembra molto plausibile in quanto la distinzione tra bene e male è insita in ogni uomo e sta alla coscienza di questa scegliere come agire anche se comunque l'esistenza di Dio è un incoraggiamento all'agire nel bene e quindi necessario per tenere un po' e frena il male dilagante nella nostra società.

Zambelli Filippo