Introduzione
Giuseppe Flavio
Cornelio Tacito
Plinio il giovane
Svetonio
Adriano imperatore
Trifone giudeo
Marco Aurelio
Epitteto
Galeno
Frontone
Luciano di Samosata
Celso

 

Andrea Nicolotti

TRIFONE GIUDEO

Il martire e filosofo cristiano Giustino intorno allanno 160 scrisse un Dialogo col giudeo Trifone, con il quale perseguiva lo scopo di dimostrare che il cristianesimo era la naturale continuazione dellebraismo. Lopera strutturata in forma di un dialogo tra lautore e lebreo Trifone, nel quale secondo alcuni, probabilmente a torto, ravvisabile il noto Rabbi Tarphon1 ; in tal caso, la finzione letteraria del dialogo sarebbe forse leco di una reale discussione avvenuta tra i due ad Efeso nel 135.

Nel racconto, Giustino ricorda un avvertimento che sarebbe stato inviato dagli Ebrei palestinesi ai Giudei della diaspora, che contiene un giudizio su Ges:

E sorta uneresia senza Dio e senza Legge da un certo Ges, impostore Galileo; dopo che noi lo avevamo crocifisso, i suoi discepoli lo trafugarono nottetempo dalla tomba ove lo si era sepolto dopo averlo calato dalla croce, ed ingannano gli uomini dicendo che risorto dai morti e asceso al cielo (Tryph. CVIII, 2)2.

Il passo ci riporta unaccusa che avr una certa fortuna, quella dellinganno ordito dai discepoli di Ges e del trafugamento del suo corpo dal sepolcro. La stessa accusa ricordata da Tertulliano nel XXX capitolo del De spectaculis.

Per il resto, il passo non di grande interesse storico, anche perch la sua provenienza e la sua autenticit sono alquanto incerte; certo esso testimonia un giudizio di alcuni Giudei del tempo di Giustino su Ges.


NOTE AL TESTO

1 Si veda ad esempio il parere di J. MAIER in Ges Cristo e il cristianesimo nella tradizione giudaica antica, Brescia 1994, p. 219-220.

2 Aresj tij qeoj ka nomoj ggertai p 'Ihso tinoj Galilaou plnou n staurwsntwn mn, o maqhta ato klyantej atn p to mnmatoj nuktj, pqen katetqh fhlwqej p to stauro, plansi toj nqrpouj lgontej ghgrqai atn k nekrn ka ej orann nelhluqnai. Ed. G. Archambault, Paris, 1909.